La contattologia

02A15Q04Regola numero 1
L’assistenza degli specialisti

La contattologia è una specializzazione relativamente giovane, nata nella seconda metà del XIX secolo ad opera di alcuni ottici tedeschi, ma l’invenzione della lente a contatto viene accostato anche al nome di Leonardo da Vinci che pare sviluppò l’idea di accostare un mezzo ottico direttamente sull’occhio (una bacinella sferica riempita con acqua).

La contattologia è la disciplina che studia la tecnica dell’applicazione delle lenti a contatto e che con l’aiuto di strumentazioni sempre più moderne,  lo sviluppo di nuovi materiali e di nuove geometrie, ha raggiunto ottimi risultati.

Oggi, le lenti a contatto sono sicure, affidabili e soprattutto efficaci. Si tratta, tuttavia, di oggetti a diretto contatto con gli occhi e allora è indispensabile che tutto il percorso, dalla decisione di utilizzarle, fino alla corretta manutenzione, passando per la scelta di quelle giuste, sia sempre seguito e indicato da specialisti. Le lenti a contatto sono, infatti, dispositivi medici e vanno utilizzate con consapevolezza, attenzione e, soprattutto, seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dal contattologo.

Anche se ne esistono di vari tipi (non gas permeabili, gas permeabili, non idrofile, idrofile, colorate, proestetiche, terapeutiche), le lenti a contatto, in base ai materiali utilizzati per la loro costruzione, vengono solitamente suddivise in due macro-categorie: lenti morbide (polimeri gommosi) e  lenti rigide (polimeri vetrosi).

CONFRONTO TRA TIPOLOGIE DI LENTI A CONTATTO

LENTI A CONTATTO MORBIDE
• Cornea regolare
• Forte midriasi
• Buona lacrimazione
• Uso giornaliero saltuario
• Attività sportiva
• Assenza di patologia corneale
• Ipersensibilità alle lenti rigide
• Uso correttivo tradizionale
• Astigmatismo medio-basso

LENTI A CONTATTO RIGIDE
• Cornea irregolare
• Richiesta di alta trasmissibilità all’ossigeno
• Scarsa lacrimazione
• Uso giornaliero permanente
• Uso sedentario
• Cheratocono
• Scarsa visione con lenti morbide
• Uso correttivo ortocheratologico
• Astigmatismo medio e alto

CHE VUOL DIRE?

La midriasi è la condizione fisiologica di dilatazione della pupilla in assenza di luce. La funzione fisiologica di questo meccanismo consiste nell’aumento del diaframma di apertura del sistema ottico dell’occhio, permettendo l’ingresso di stimoli luminosi sufficienti ad attivare la reazione dei bastoncelli nella visione mesopica o notturna. Il processo opposto alla midriasi, cioè la riduzione del diametro pupillare, è detta miosi.

L’astigmatismo è un difetto visivo dovuto alla conformazione della cornea, cioè di quella superficie su cui poggia le lente a contatto. Quando i meridiani principali corneali presentano una differenza di curvatura, danno vita ad un astigmatismo. La correzione di tale difetto è quindi mirata a compensare un solo meridiano, ragione per la quale nella prescrizione dell’occhiale o della lente a contatto viene indicato un asse (espresso in gradi).

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Il cheratocono, il cheratoglobo, la degenerazione marginale pellucida sono delle rare ma gravi anomalie corneali che causano un progressivo calo visivo. Nelle fasi iniziali possono essere corrette anche solo con occhiali, ma appena possibile è opportuno iniziare ad utilizzare lenti a contatto gas-permeabili. Le lenti a contatto oltre a permettere un’acutezza visiva superiore, potrebbero avere una funzione di “contenimento” e quindi rallentare l’evoluzione della malattia.

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L’ortocheratologia è una tecnica non chirurgica con cui è possibile correggere un difetto di vista attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto. Questa tecnica consiste nell’applicazione di lenti rigide gas permeabili (RGP) con una conformazione particolare, detta a geometria inversa, per modificare la forma della cornea a scopo ottico.

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 Applicazioni di lenti a contatto per miopia

Nella compensazione della miopia vengono utilizzate varie tipologie di lenti a contatto (morbide, silicone-Hydrogel, rigide gas permeabili). La selezione della tipologia di lente (materiale di costruzione, progettazione geometrica) avverrà in seguito ad una approfondita visita contattologica in cui si andranno a studiare le caratteristiche anatomico-fisiologiche delle strutture oculari del paziente candidato all’applicazione (morfologia corneale, quantità e qualità del film lacrimale, interazione palpebrale, eccetera…).

Normalmente, per le miopie medio-elevate la scelta ricade sulla lente rigida gas-permeabile (semirigida), dato che permette di avere una visione qualitativamente superiore ed allo stesso tempo un’ottimale ossigenazione corneale, permettendo un utilizzo prolungato senza ripercussioni sulla salute corneale.

Grazie ad una accuratissima progettazione, associata ad una attenta valutazione della tensione palpebrale e dell’interazione palpebra-lente, è possibile ottenere la massima corneo-conformità possibile, cioè una lente che vesta sulla cornea come un “abito” su misura, rispettando la salute delle strutture oculari.

ico-logoLenti a contatto cosmetiche prostetiche

Le lenti cosmetiche prostetiche per patologie oculari sono ideate e costruite su misura per pazienti traumatizzati o affetti da anomalie dell’iride, del cristallino, coloboma o leucoma corneale.
Si utilizzano lenti morbide con iride dipinta a mano e pupilla nera o trasparente.
Le lenti prostetiche cosmetiche vengono realizzate su misura e dipinte a mano, di qualsiasi colore sulla base di una fotografia digitale ad alta risoluzione dell’occhio controlaterale per risolvere dal punto di vista estetico le conseguenze di una cornea alterata da incidenti o malattie oculari.

ico-logo Lenti terapeutiche

Al gruppo delle lenti a contatto terapeutiche, appartengono quelle lenti a contatto che, grazie ai materiali di costruzione altamente tollerati dall’occhio, vengono utilizzate come “scudo di protezione” in caso di danni alla cornea, o in caso determinati interventi chirurgici (per esempio vengono applicate dopo il trattamento PRK per la correzione dei difetti visivi, oppure dopo il Cross Linking) favorendo una rapida e corretta riepitelizzazione e alleviando il dolore derivante dalle ferite corneali.

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 Lenti a contatto post-chirurgia refrattiva

In alcuni casi dopo la chirurgia refrattiva (Laser ad Eccimeri, LASIK, PRK, Cheratotomia Radiale o Assiale) potrebbe verificarsi la persistenza di un difetto visivo o la presenza di aberrazioni più o meno fastidiose per il paziente (abbagliamento in presenza di particolari condizioni di luce e soprattutto alla sera, comfort visivo non ottimale).

In questi casi l’utilizzo della Lente A Contatto viene fortemente indicato, dato che la Lente (soprattutto le Rigide Gas Permeabili o Morbide ad elevato modulo di rigidità) “modella” le irregolarità corneali indotte dalla chirurgia restituendo una qualità visiva ottimale.Le caratteristiche di costruzione della LAC ed il protocollo di utilizzo rappresentano un tassello fondamentale dell’applicazione, dato che i meccanismi fisiologici della superficie oculare in alcuni pazienti potrebbero risultare alterati dalla chirurgia stessa.

Da ricordare inoltre che i pazienti che utilizzano le lenti a contatto che intendano, in un secondo momento, sottoporsi a chirurgia refrattiva, necessitano di una gestione contattologica specialistica accurata al fine di assicurare e preservare uno stato di salute corneale ottimale per l’attuazione della chirurgia.

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 Lenti a contatto per l’ipermetropia

L’ipermetropia è un difetto visivo dovuto ad una ridotta lunghezza del bulbo oculare (raramente si riscontra una ipermetropia secondaria a ridotta curvatura corneale). E’ un difetto presente sin dalla nascita ma, grazie all’aumento delle dimensioni oculari durante lo sviluppo, tende a diminuire con la crescita. Nella compensazione dell’ipermetropia vengono utilizzate varie tipologie di Lenti A Contatto ( Morbide, Silicone-Hydrogel, Rigide Gas Permeabili).

La selezione della tipologia di lente (materiale di costruzione, progettazione geometrica ) avverrà in seguito ad una approfondita Visita Contattologica in cui si andranno a studiare le caratteristiche anatomico-fisiologiche delle strutture oculari del paziente candidato all’applicazione (morfologia corneale, quantità e qualità del film lacrimale, interazione palpebrale, ect…).

Normalmente per le ipermetropie medio-elevate la scelta ricade sulla Lente Rigida Gas Permeabile ( Semirigida), dato che permette di avere una visione qualitativamente superiore ed allo stesso tempo un’ottimale ossigenazione corneale, permettendo un porto prolungato senza avere ripercussioni sulla salute corneale.

Grazie ad una accuratissima progettazione, associata ad una attenta valutazione della tensione palpebrale e dell’interazione palpebra -lente, è possibile ottenere la massima corneo-conformità possibile, cioè una Lente che veste sulla cornea come un “abito” su misura rispettando la salute delle strutture oculari.

ico-logoLenti a contatto progressive

Le lenti a contatto multifocali sono disponibili sia rigide/gas-permeabili che morbide; sono dette a “visione alternata” se presentano due zone distinte (una per la visione da lontano e l’altra per quella da vicino) utilizzate da chi le indossa alternativamente secondo le necessità visive, mentre vengono definite a “visione simultanea” se permettono di focalizzare in modo simultaneo sia le immagini lontane, che quelle vicine: sarà poi l’utilizzatore a scegliere a quali prestare attenzione.

ico-logoLenti a contatto dopo il cross-linking

Il Cross Linking corneale è un trattamento chirurgico a bassa invasività che ha come scopo quello di rinforzare le strutture corneali in tutti quei pazienti affetti da Cheratocono o in quei casi in cui una alterata organizzazione delle fibre di collagene corneale causa l’insorgenza di una progressiva irregolarità della cornea.

E’ noto che nei pazienti affetti da Cheratocono si perde l’organizzazione strutturale del collagene a livello corneale, e questo provoca una progressione della patologia nel tempo. Agendo sui collegamenti incrociati (cross-linked) tra le fibre di collagene, si va a “bloccare” la progressione del Cheratocono e, in alcuni casi, si ottiene una naturale riduzione dell’astigmatismo indotto dalla degenerazione.

Viene applicato un collirio a base di riboflavina (Vitamina B2) a livello corneale ; successivamente si procede ad irradiare la cornea con raggi Ultravioletti UVA che solidificano ed attivano tale vitamina.

L’azione di stabilizzazione della struttura corneale si completa nei mesi successivi all’applicazione.

Applicando una LAC di progettazione sulla cornea sottoposta a cross-linking, grazie all’azione di “molding” (modellamento) della Lente, è possibile ottenere una importante riduzione dello sfiancamento corneale che persisterà per tutto il tempo di azione del cross-linking.

ico-logoLenti per forti astigmatismi

Anche chi soffre di forte astigmatismo, da Centro Vista Sud potrà trovare la lente che si adatta ai suoi occhi nel miglior modo possibile. Grazie all’avanzata tecnologia utilizzata nel nostro centro e alla collaborazione quotidiana con fornitori di livello mondiale, risolviamo anche i casi più difficili di astigmatismo.

ico-logoLenti post-cheratoplastica

Il trapianto di cornea (cheratoplastica) è un atto chirurgico al quale si ricorre in caso di cornee patologiche in cui nessun ulteriore trattamento terapeutico può dare risultati funzionali o conservativi. Dal punto di vista pratico, l’intervento consiste nell’innesto di un lembo corneale prelevato da un donatore in sostituzione di una porzione della cornea patologica. La progettazione delle lenti a contatto post-trapianto corneale deve essere accuratissima e vanno tenuti in grande considerazione tutti i fattori morfologici e fisiologici del segmento anteriore del paziente trapiantato.

Una lente con una progettazione approssimativa o con una dinamica errata può causare danni alle strutture della cornea innestata, mettendo in pericolo il risultato chirurgico ottenuto.

Di fondamentale importanza è anche il protocollo di utilizzo e manutenzione delle lenti che verrà stilato per il paziente; dovranno essere eliminati o ridotti al minimo tutti i fattori di rischio di complicanze, molto più numerosi rispetto a quelli di un normale utilizzo.

ico-logoApplicazioni in età pediatrica

In caso di riscontro di miopia congenita, al fine di salvaguardare e stimolare lo sviluppo della funzione visiva, il bambino viene sottoposto ad applicazione di lenti a contatto per fornire, a livello della corteccia visiva cerebrale, immagini qualitativamente migliori e contrastare l’insorgenza di una ambliopia funzionale (“occhio pigro”).

In questi casi, i piccoli pazienti indosseranno le lenti a contatto continuativamente; le manovre di manutenzione e pulizia programmata della lente saranno svolte dallo specialista assieme ad un attento controllo dell’interazione tra lente e occhio (l’uso continuato potrebbe, nel tempo, avere conseguenze sulle strutture del segmento anteriore).

Durante la valutazione per la scelta della tipologia di lente (materiale di costruzione, dimensioni della lente) è fondamentale tener conto dell’apporto di ossigeno alle strutture corneali (che deve essere elevato anche a palpebra chiusa e costante durante l’utilizzo) e della stabilità della lente.

Troppe volte si vedono applicazioni in età infantile in cui vi sono sofferenze corneali causate dalla lente o decentramenti importanti che compromettono il risultato visivo e la stabilità della lente, che nei casi più eclatanti può “saltare” fuori ripetutamente.

ico-logoOrtocheratologia

L’ortocheratologia è una tecnica non chirurgica con cui è possibile correggere un difetto di vista attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto. Questa tecnica consiste nell’applicazione di lenti rigide gas permeabili (RGP) con una conformazione particolare, detta a geometria inversa, per modificare la forma della cornea a scopo ottico.

Le lenti per ortocheratologia notturna sono fatte con materiali estremamente permeabili all’ossigeno e si portano solo mentre si dorme: in questo modo producono una riduzione temporanea del difetto di vista cambiando la forma della superficie della cornea, che possiede un certo grado di plasticità. Quando la lente è sull’occhio si vede bene come con una lente convenzionale; quando al mattino la lente viene rimossa, la cornea mantiene la sua forma modificata e si continua a vedere bene ad occhio nudo per tutto il giorno, senza occhiali e senza lenti a contatto.

Dopo un primo periodo di adattamento, la visione nitida ad occhio nudo dura fino a sera. Rimettendo le lenti ogni notte si mantiene un effetto stabile nel tempo. Questo trattamento è completamente reversibile: se si desidera interrompere l’uso di queste lenti, è sufficiente un breve periodo di sospensione perché la cornea ritorni alla sua forma originaria.